Tempi di manovra finanziaria, tempi di ricerca, disperata, di coperture economiche. Coperture che fanno rima soprattutto con entrate tributarie, il grande argomento sul tavolo della politica, che deve trovare il giusto equilibrio tra un costo della vita sempre più in aumento e l’esigenza di trovare nuovi fondi per mettere in campo la sua riforma.

E in qualche misura un segnale importante c’è stato, dal momento che l’estate che si è appena conclusa ha segnato un rialzo delle entrate fiscali. Lo dice l’ultima analisi targata Banca d’Italia, che disegna un quadro assolutamente interessante: a luglio 2023, infatti, il flusso in entrata nel bilancio dello Stato ha superato l’asticella dei 66 miliardi di euro, una cifra in crescita di 12 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2022, per una differenza di 7 miliardi e 400 milioni di euro. Un caso che non è assolutamente isolato, dal momento che i primi sette mesi dell’anno in corso hanno fatto registrare un trend di crescita costante: quasi 300 miliardi di entrate tributarie, +7,5% rispetto all’analisi precedente.

Un ruolo importante, in tutto questo, è giocato sicuramente dal settore del gambling, che negli ultimi tempi sta acquisendo la dimensione di una vera e propria industria. Secondo i dati pubblicati da Gaming Report, infatti, le entrate relative al segmento delle lotterie sono aumentate di 718 milioni di euro, vale a dire +76% rispetto al 2021. Lo si legge all’interno del Dossier del Servizio Studi di Camera e Senato, redatto sui disegni di legge di Rendiconto dello Stato 2022 e di Assestamento 2023. A suonare la carica di questo comparto è soprattutto la filiera dei casinò online, che vanta ad oggi qualcosa come 7,1 milioni di conti di gioco attivi e una crescita del 6,2% rispetto all’anno scorso.

Da un settore all’altro, ma sempre rimanendo all’interno del discorso sulle tasse, sta facendo discutere l’idea di una Sugar Tax, una tassa sulle bevande zuccherate, pensata proprio per trovare nuovi fondi finanziari per la manovra. In caso di applicazione, però, le previsioni di Nomisma e Assobibe sono tutt’altro che floride: meno 15,6% di vendita, un gettito in calo di oltre 270 milioni e addirittura 5 mila posti di lavoro a rischio. Un territorio difficile, insomma, su cui il governo deve sapersi orientare. Facendo affidamento, magari, a nuovi settori in crescita come quello del gambling e del gaming, astri nascente di un’economia che ha bisogno sempre di più di nuove idee e nuovi flussi.