Violenza sulle donne: basta la parola. E’ il titolo della campagna di comunicazione presentata in una conferenza stampa in Comune a Imola nei giorni scors. Presenti l’assessora alle Pari Opportunità, Elisa Spada, la coordinatrice della Commissione omonima, Virna Gioiellieri e altre componenti , la sindaca con delega alle P.O. del Circondario , Beatrice Poli e i le presidenti dei due centri antiviolenza Clarice Carassi di Trama di Terre e Cristina Zanasi di PerLeDonne.

La campagna sarà esposta dal 2 novembre a fine anno in diversi formati sugli spazi di affissione nei 10 Comuni del Circondario, su alcuni mezzi pubblici, sui social, in altri spazi della città.

Solo da giugno ad oggi sono state uccise da compagni e mariti 21 donne. In alcuni casi le donne avevano sporto denuncia. Altri sono stati i fatti di cronaca relativi ad atti di violenza contro donne e ragazze che hanno popolato i media in questi mesi. La campagna ha l’obiettivo di indurre le persone che la vedranno a una riflessione oltre i luoghi comuni e la superficie del visibile.

Consenso

Tre parole chiave : consenso, credibilità, vittima. La prima, dai significati plurimi e controversi è oggetto costante di indagine mediatica e giudiziaria per rintracciare indizi che possano portare a considerare le donne che subiscono violenza corresponsabili dei danni subiti attenuando la responsabilità maschile. Concetto complesso che va messo in relazione alla titolarità di diritti e alla libera scelta. La seconda allude alla vittimizzazione secondaria. Concetto altrettanto complesso che consiste nel colpevolizzare le donne che subiscono, così, ulteriori violenze. La terza vuole indurre a una riflessione sul fatto che, anche quando sceglie di denunciare, spesso la donna non è creduta e non trova sostegno nei servizi e nei soggetti che dovrebbero aiutarla.

Non vi sono immagini. La scelta è voluta. Un fondo magenta, il colore ormai convenzionale e simbolo delle mobilitazioni femministe, rappresenta il silenzio delle donne uccise. Un velo calato sulla frastornante circolazione di immagini con cui oggi si comunica e che quotidianamente sollecitano l’immaginario e formando un’idea della realtà.

Credibilità

Ogni parola chiave è introdotta da una frase. Frasi che si sentono spesso quando si parla o si commentano episodi di violenza contro le donne. Luoghi comuni che finiscono per minimizzarne la gravità e che la campagna intende smentire proponendo una pausa di riflessione. Oltre la superficie per pensare al significato articolato delle tre parole che a caratteri cubitali esplodono nello spazio pubblico lasciando tracce dei rispettivi contenuti.

Un QrCode riportato sui manifesti consente l’accesso a pagine appositamente realizzate sul sito internet del Comune di Imola dove si possono trovare approfondimenti per conoscere, ragionare, vedere la violenza usata contro le donne da altri punti di vista rispetto a quelli comunemente proposti. I contenuti sono presenti anche in inglese, in arabo e in urdu per parlare alle comunità straniere.

“Tre concetti” si dice in un comunicato, “su cui invitiamo a riflettere, ad approfondire per conoscere meglio il fenomeno e vederlo con altri occhi provando a cambiare l’approccio culturale e di mentalità.

Il tema della violenza sulle donne è molto complesso e ha come complice principale una cultura che si fonda sui valori patriarcali del rapporto fra i generi. Un rapporto non paritario che al di là delle apparenze tende sempre a riaffermare  il potere maschile sulle donne e sui loro corpi, negando loro di fatto do decidere della propria vita. E’ attraverso questi valori che spesso chi riceve le denunce e chi deve assumere provvedimenti efficaci o giudicare i colpevoli minimizza o tende a giustificare in base a usi e costumi discriminanti. Le leggi ci sono. Dalla ratifica della Convenzione di Istanbul nel 2013 , alle leggi specifiche come il codice rosso, la legge sullo stalking, quella sulla persecuzione della violenza e a sostegno dei centri che accolgono le donne che, maltrattate, lì si rivolgono. Anche il linguaggio dei media spesso tende a riproporre gli stessi stereotipi sessisti nel riportare i fatti in cronaca”.

Vittima

In vista del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza di genere si è voluto uscire dalla ritualità celebrativa andando oltre gesti simbolici, importanti ma di mera testimonianza. La campagna sarà più visibile nelle settimane intorno a questa data proprio per mobilitare diversamente l’attenzione.

Durante la conferenza stampa si è posto l’accento anche sul progetto “Questioni di genere” che dal 9 novembre prevede interventi nelle scuole rivolti a insegnanti, ragazzi e ragazze, con esperti/e sul tema del consenso. Il progetto al suo terzo anno di realizzazione, promosso dall’Assessorato e dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola  ha l’obiettivo di intervenire nei percorsi educativi per formare al rispetto e a una cultura di pari diritti fra i generi.

Si ricordano i numeri a cui rivolgersi: 1522 (nazionale) , 393 559 6688 (Centro antiviolenza Trama di Terre), 370 325 2064 (Centro antiviolenza PerLeDonne).