Imola. “Adesso basta!” è lo slogan che accompagna lo sciopero di venerdì 24 novembre proclamato da Cgil e Uil per l’intera giornata lavorativa. Prosegue così la lotta sindacale nelle regioni del nord, con circa 40 manifestazioni in programma.

Per il territorio metropolitano, l’appuntamento è a Bologna. Concentramento ore 9 in piazza XX Settembre e comizio conclusivo in piazza Santo Stefano. Introduce Roberto Rinaldi Segretario Organizzativo Uil Emilia-Romagna; interventi di delegate e delegati; conclude Michele De Palma segretario generale Fiom Cgil.

Sciopero (Foto Cgil)

I temi

Lavoro

Aumentare stipendi e pensioni; rinnovare i contratti nazionali rafforzando il potere d’acquisto e detassando gli aumenti; abbattere i divari che colpiscono le donne.

Fisco

Combattere l’evasione fiscale: basta sanatorie, basta condoni e basta premiare settori econo- mici che presentano una propensione all’evasione fino al 70%; indicizzazione automatica all’inflazione delle detrazioni da lavoro e da pensione; promuovere un fisco progressivo: no alla Flat tax; riportare all’interno della base imponibile Irpef tutti i redditi oggi esclusi e tassati separatamente con aliquote più basse; tassare gli extraprofitti e le grandi ricchezze.

Giovani

Favorire il lavoro stabile a tempo indeter minato; cancellare la precarietà; introdurre una pensione contributiva di garanzia; garantire il diritto allo studio attraverso investimenti per servizi, alloggi e borse di studio.

Pensioni

Approvare una vera riforma delle pensioni, che superi la legge Monti-Fornero; garantire la piena tutela del potere d’acquisto delle pensioni in essere.

Stato sociale

Difendere e rilanciare il servizio sanitario nazionale anche aumentando i livelli salariali; approvare un piano straordinario di assunzioni nella sanità e in tutti i settori pubblici e della conoscenza; finanziare le leggi su non autosufficienza e disabilità; aumentare le risorse per il trasporto pubblico locale; rifinanziare il fondo sostegno agli affitti.

Salute e sicurezza

Investire su salute e sicu rezza: basta morti sul lavoro.

Politiche per l’accoglienza

Abbandonare la politica securitaria a partire dalla cancellazione della legge Bossi-Fini e di tutti i recenti provvedimenti in materia di immigrazione e definire nuove politiche di accoglienza e integrazione dei cittadini migranti.

Politiche industriali

Serve una nuova strategia e un nuovo intervento pubblico per affrontare le crisi vecchie e nuove, puntare sulla transizione ambientale ed energetica, riconvertire e innovare il nostro sistema produttivo governando i processi di digitalizzazione, difendere e incrementare la qualità e la quan- tità dell’occupazione a partire dal Mezzogiorno.