Pubblichiamo la lettera degli Operatori e delle operatrici del Consultorio familiare di Imola presentata in occasione dell’inaugurazione di una panchina rossa presso l’Ospedale vecchio di Imola, all’ingresso del Cup.

Come ogni anno la data del 25 novembre evoca nelle operatrici e negli operatori che si occupano della salute delle ragazze e delle donne, la necessità di una riflessione sul loro benessere e sulla qualità della loro vita, vita intrisa di relazioni e di rapporti con l’altro genere.

Ancora una volta siamo costrette a constatare quanto la violenza nella relazioni di coppia con partner o ex partner, sia radicata e agita.

Il fenomeno della violenza degli uomini contro le donne è ancora così attivo da manifestarsi nelle sue mille sfaccettature in ogni fase della vita della donna. Il timore di perdere il contatto con la partner, vissuta come un oggetto con il quale fondersi, spinge l’uomo violento ad azioni violente che possono arrivare fino all’uccisione della compagna. I fatti di cronaca ci dicono che nonostante il lavoro di anni, non stiamo facendo ancora abbastanza. Anche questo anno infatti, come negli ultimi, sono state circa 100 le donne maltrattate che hanno avuto almeno un colloquio psicologico presso il Consultorio Familiare. La violenza è voluta, pensata e agita con il solo scopo di esercitare un potere perverso sulla donna. Nel manifestarsi potrebbe accentuarsi o esplodere in alcuni momenti della vita della donna, fasi delicate di cambiamento potenzialmente portatrici di emancipazione e autonomia come può accadere in gravidanza e puerperio.

Dal nostro osservatorio abbiamo rilevato che proprio in questi periodi della vita parallelamente all’accentuarsi della violenza, si fanno spazio nella mente della donna nuovi orizzonti di consapevolezza.

Accade di frequente infatti che nel percorso di scoperta della propria genitorialità, ad una madre diventi possibile distinguere in maniera più consapevole la dinamica violenta che sta subendo nella relazione con il partner. Vedendosi attraverso gli occhi del figlio/a spesso le donne iniziano ad fare i primi passi di uscita dalla violenza.

In questi momenti avere l’opportunità di rivolgersi ad una rete in grado di accogliere la nuova consapevolezza della donna può fare la differenza sugli esiti di quel percorso.

Il Tavolo Tecnico di contrasto al maltrattamento coordinato dal Consultorio Familiare, che anche durante tutto il 2023 ha proseguito il suo lavoro attraverso incontri periodici, ha sperimentato l’utilità di un dialogo e di un confronto fra tutte le risorse in campo: socio-sanitarie, dei Centri Anti Violenza, delle Forze d’ordine perché ciascuno, consapevole delle proprie competenze e delle risorse della rete, possa accompagnare la donna per un tratto del suo faticoso percorso di affrancamento dalla violenza.

(Operatori e operatrici del Consultorio familiare di Imola)