Come suggerisce il nome stesso, il multimetro (o tester) è un dispositivo elettronico che serve per misurare una moltitudine di valori elettrici; potrebbe essere definito come l’unione tra un voltmetro, un amperometro e un ohmmetro, ma è in grado anche di misurare la continuità di un circuito e può avere funzioni aggiuntive come una termocoppia o un generatore a bassa frequenza, ecc.

Dato il grande numero di funzioni che questo strumento riesce a svolgere, non è sempre facile capire come usarlo in maniera corretta, soprattutto se si è alle prime armi.

Proprio per questo motivo, qui di seguito abbiamo raccolto le informazioni principali, utili per fugare eventuali dubbi e chiarire il funzionamento del multimetro.

Come funziona un multimetro

Un tempo esistevano i multimetri analogici che presentavano un display graduato con una freccia che permetteva la lettura dei valori registrati dallo strumento. Ormai i modelli analogici sono rari da incontrare perché sono stati sostituiti dal più moderno multimetro digitale.

I multimetri digitali permettono una rilevazione e una lettura più corretta dei valori e sono tutti caratterizzati da un design simile. Sul pannello frontale sono installati uno schermo, una manopola rotante e, appena sotto, i connettori che servono per inserire i cavi collegati ai puntali per tester. Alcuni modelli possono presentare pulsanti aggiuntivi, come quelli per accendere la retroilluminazione, memorizzare le letture e altre funzioni aggiuntive.

Come usare un multimetro

I cavi con i puntali servono per toccare il circuito o il dispositivo che si vuole esaminare e devono essere collegati correttamente ai connettori presenti sul multimetro. Il cavo nero va sempre inserito nella presa che presenta la dicitura COM, mentre quello rosso va spostato a seconda della quantità di corrente: se non supera i 200 mA, si inserisce nel connettore VΩmA, se è maggiore, invece, va inserito in 10A MAX (nella vita di tutti i giorni, correnti così elevate si incontrano raramente).

I numeri rappresentati sui bordi della manopola indicano il valore massimo che può essere controllato in questo intervallo. Ad esempio, in modalità 20V nella gamma DC, viene misurata una tensione costante da 0 a 20V. Se la corrente è superiore, è necessario passare in posizione 200.

Esempi di test

Prima di eseguire qualunque tipo di misurazione è necessario assicurarsi che i puntali del multimetro siano collegati correttamente. Per farlo, basta appoggiare le punte e guardare lo schermo: se viene visualizzato un segno meno insieme al numero, la polarità è stata invertita e quindi il cavo rosso inserito nel negativo e quello nero in quello positivo. Bisogna riposizionarli prima di passare a misurare con attenzione per evitare letture errate che possono anche portare a problemi con la sicurezza sul lavoro.

Per misurare la tensione costante, bisogna selezionare la modalità corrispettiva che è indicata con i simboli V con una linea retta e tratteggiata o DCV. Al contrario, per misurare la corrente alternata bisogna selezionare i simboli V~ o ACV. Per misurare la resistenza, il simbolo da selezionare è Ω ,mentre per l’amperaggio la modalità va impostata su DCA o mA.

Ad esempio, per testare un diodo o un circuito con un multimetro, è possibile usare la modalità di continuità dei diodi contrassegnata da una freccia con una linea verticale. Dopo aver inserito i cavi nei connettori corretti, i puntali vanno posizionati in corrispondenza dei fili del diodo finché il multimetro mostrerà la caduta di tensione sullo schermo. Se si invertono i puntali o il diodo è difettoso, sul display verrà mostrato qualsiasi altro numero.

Con la stessa modalità, è possibile testare un circuito o un filo, ma è necessario prima diseccitarli. Se l’integrità non è compromessa, verrà emesso un segnale acustico, mentre in caso di interruzione lo schermo mostrerà semplicemente OL o OVER. Da notare che su alcuni multimetri, la modalità audio deve essere attivata separatamente.