Imola. L’attivazione della Radiologia pesante – avvenuta nel 2020 con una Tac a 64 strati e una Risonanza magnetica 3T, apparecchiature di ultima generazione affiancate al patrimonio tecnologico preesistente – rappresenta un elemento di presidio diagnostico strategico non soltanto per l’Istituto, ma anche per la comunità locale e regionale. Lo si evince dai numeri pubblicati nel bilancio di mandato del Montecatone Rehabilitation institute che ripercorre l’ultimo quinquennio di gestione.

“L’investimento di circa due milioni, comprensivo dell’adeguamento strutturale dei locali – ha precisato Mario Tubertini, oggi commissario straordinario della struttura, di cui è stato direttore generale sino a metà dicembre – è effettivamente plurifunzionale: la Tac contribuisce ad alleggerire le liste d’attesa dell’Azienda sanitaria Usl di Imola mentre la Risonanza Magnetica 3T (la cui sensibilità consente di identificare patologie difficilmente o poco individuabili con apparecchi a campo magnetico inferiore, con un vantaggio clinico-diagnostico ben dimostrato in letteratura) migliora le opportunità nell’ambito della ricerca scientifica non solo in sito – ha concluso – ma anche con altri partners come, in questo caso l’Irccs delle Scienze neurologiche di Bologna”.

La curva è in costante aumento: nel 2021 le prestazioni diagnostiche per immagine complessivamente erogate sono state 4.060 di cui 3.436 per Ausl Imola e le restanti 624 per l’Irccs Bellaria. L’anno successivo, venuta meno anche buona parte delle restrizioni causate dal Covid, siamo balzati a 6.419 di cui 5.235 per Ausl Imola e 1.184 per Irccs Bellaria.

Numeri che continuano a salire anche nel 2023 (aggiornati a novembre) con una proiezione di 6.800 di cui 5.300 circa imputabili ad Ausl Imola e 1.500 all’Istituto bolognese.