Desidero parlare di ciò che gira per le strade di Bangkok, oltre crocs, flip flop, birkenstock, ciabatte di tutti i tipi e scarpe da ginnastica; la viabilità, come molti aspetti di questa carismatica città, si muove tra passato e futuro. Nei khlong, i sottili canali che si diramano nella città dal maestoso e tranquillo fiume centrale, il Chao Phraya, che la divide verticalmente, sfrecciano, quando non sono fermati dalle barriere, le barche a coda lunga, agili barche a motore che si infilano facilmente in quel reticolo; intorno le casette povere, pencolanti, ma con affascinanti terrazzini sul fiume che a volte sono piccoli bar e altre volte sono giardinetti ricchi di verde e piante.

Vi sono altri canali attraversati da piccole imbarcazioni di linea, che vanno dalla città vecchia alla città nuova, in orizzontale, a prezzo bassissimo, anche questi con rive pittoresche, che mostrano la città meno benestante, ma ugualmente colorata e dal sapore antico: debbono essere uguali da cento anni.

Costa anche pochissimo andare dal nord a sud della città col meraviglioso battello di linea, la barca arancio scassata e puntualissima, godendo di una gita sul fiume  assolutamente poetica, per un prezzo corrispondente a 50 centesimi; il Chao Phraya offre una vista mozzafiato su palazzi,  templi (wat), il parlamento, ponti antichi e moderni e soprattutto il meraviglioso  Rama VIII, un ponte con una campata principale di trecento metri e ottantaquattro cavi che si illuminano di notte, scenico e cinematografico al punto che vi si girano le scene romantiche.

Se qualcuno volesse vedere anche solo il trailer su Youtube della serie Kinn-Porsche, icona in tutto il mondo, troverà la scena madre al Pier del famoso ponte. Una fetta del successo mondiale riscosso dalla serie è senz’altro da attribuirsi alla bellezza dei due protagonisti, gli attori Apo e Mile bravi, altissimi ed elegantissimi: credo che chiunque sia sul metro e ottanta, bello ed aggraziato nelle movenze possa fare direttamente l’attore in questo paese, perché non si vedono uomini di questo tipo in tutta la città, che pure ha circa undici milioni di abitanti. Forse l’anno scorso ho intravisto un uomo di questo tipo per caso; merce rara e preziosa.

Usare le vie d’acqua è uno dei trucchi migliori per evitare il traffico convulso di Bangkok, ma non immaginate macchine che sfrecciano veloci, benché le strade siano a volte sopraelevate e futuristiche; per parecchie ore al giorno il traffico consiste di macchine compresse che avanzano a passo d’uomo.  Si può velocizzare il percorso prendendo le strade a pagamento, ma a volte sono piene a loro volta, soprattutto nelle ore di punta.

I veri padroni delle strade comunque sono le moto, in tutte salse possibili ed immaginabili: i moto-taxi, il mezzo di trasporto d’eccellenza economico e veloce, con la possibilità di infilarsi ovunque, le moto che trasportano cibo, soprattutto Grab e le molte moto dei residenti che non vogliono rimanere imprigionati per ore nel traffico. Vanno ovunque: fanno lo slalom tra le automobili, usano i marciapiedi, le viuzze, le strade di collegamento, attraversano garage apparentemente chiusi: sono i maghi del dribbling, i virtuosi del sorpasso da ogni lato, del cambio di corsia veloce, dello scarto, dell’inversione all’improvviso. Il mezzo ideale anche per portare in fretta cibo caldo.

Qui apro una parentesi sui passaggi di cibo nella città: le persone sono molto in forma, donne con vita snellissima e polpacci sottili anche in età avanzata, uomini senza un filo di pancia in ogni epoca della vita: l’età stessa è un mistero, dimostrano molti anni in meno: presunti quindicenni appaiono poi con due o tre figli, si scopre che apparenti sessantenni in realtà sono ottantenni e il fisico giovanile ha una parte in tutto questo, oltre ad una pelle che rifiuta le rughe. La loro ossessione estetica è tutta sulla pelle, che deve essere compatta, senza imperfezioni e assolutamente chiara: infatti nella pubblicità le modelle e gli attori vengono opportunamente sbiancati nelle foto; oltretutto non è raro che prodotti estetici e per il trucco vengano pubblicizzati da uomini, come Apo e Mile per la ditta Srichand, anche loro impalliditi opportunamente.

In tutta questa attenzione e estetica stupisce vedere che la depilazione femminile non è certo una priorità: gambette pelose spuntano da gonne vaporose e volant.

Comunque, salvo pochissime eccezioni, sono tutti in snellissimi e la cosa che stupisce è il vedere che le persone girano costantemente con pacchi di cibo tradizionale e bicchieroni di nevischio colorato, oltre ad ordinarne molto on line: il sublime cibo thailandese è profumato, saporito, leggero, presentato sempre caldo ed appena fatto, a volte con fiori o frutti per decorazione.

Il piatto tipico è il pad thai, a base di pasta di riso fritta in padella con alimenti vari quali uova, salsa di pesce, peperoncino, verdure, gamberi, arachidi o soia; si trovano anche saporitissime frittate, di cui si possono scegliere gli ingredienti, con riso fragrante, frutti di mare preziosi.

Un capitolo a parte è lo street food pulitissimo ed affascinante tra spiedini, salse, cosce di pollo e frutta con frullati e the colorati, veramente street perché è in ogni via elegante o modesta che sia. Questo cibo non ha la densità impegnativa del cibo indiano, speziato e super-lavorato e nemmeno il sapore di pesce e alghe che caratterizza il vero cibo giapponese; ovviamente evitano carne e pesce crudo, troppo primitivo per il raffinato contesto del Siam. Credo che il trucco sia la mancanza di latticini e di farina bianca: questo spiegherebbe la magia del poter mangiare senza ingrassare. La speranza è che il cibo all’americana non affascini le giovani generazioni, attratti dalle sirene delle patate fritte e dei formaggi filanti.

Il mezzo di trasporto da evitare come la peste è l’autobus, incastrato nella stentata circolazione, in generale vecchiotto e mal messo.

Al contrario fa parte del futuro la splendida MRT (Mass Rapis Transit) di più colori, blu, porpora, rosso, giallo, una subway che per alcuni tratti emerge sotto il cielo e incrocia l’orgoglio di Bangkok, le linee degli Skytrain (BTS) ; questo perfetto sistema integrato permette di girare tutta la città con velocità, precisione, restando al fresco dell’aria condizionata ed e in ambienti moderni e pulitissimi. Stazioni straordinarie accolgono migliaia di persone, la puntualità è perfetta, il personale di servizio presente e sollecito. Un aspetto divertente della mobilità è che a nessuno piace camminare e muoversi: spalancano stupiti gli occhi quando noi occidentali affrontiamo il terribile cimento di una mezzora di camminata! Infatti vedo camminare solo nella palestra sui tapis roulant. Questo porta all’assurdità di lunghe file alle scale mobili, pur con scale quasi vuote: per incoraggiare il movimento in una stazione sono state messe sui gradini le calorie che vengono consumate via via nella salita.

Nelle zone moderne della città vi sono alcuni palazzi così futuristi che ci si aspetta l’atterraggio dei velivoli di guerre spaziali: alcune stazioni come quella di Bang Sue inducono queste fantasie.

Un accenno al mezzo di trasporto più tipico, il tuk tuk, adorabile carrettino colorato con tendina, troppo caro per il servizio che rende, ma irresistibile ed abbastanza agile nel traffico. Impossibile non servirsene, anche se sono mafiosi che fanno di tutto per pelare i turisti: offrono sconti in cambio di visite ai negozi (questo è il meno, i negozi offrono loro bonus benzina), a volte aiutano, a volte usano trucchi come far finta che i templi siano bloccati per portare in giro i turisti.

Onnipresenti i taxi, molte volte chiamati con le app (grab in testa), sempre disponibili, non molto competenti sulla città (spesso vengono da lontano), ma attenti ad impegnarsi con google maps. Ti portano sempre a destinazione, a costo di sforzi linguistici logici e psicologici per capire il turista.

Il nome vero di Bangkok è lunghissimo, ma può venire sintetizzato in Krung Thep Maha Nakhon che significa “capitale degli angeli”, insomma una Los Angeles orientale, che in alcuni quartieri rivela il suo volto meno angelico, come nel famoso quartiere a luci rosse di Nana Plaza ed in alcuni slum.

La città comunque è più che sicura e ordinata, vi si può camminare senza problemi ad ogni ora del giorno e della notte. Ci si può spostare comodamente, facilmente ed a costi contenuti, per goderne ogni risorsa ed ogni opportunità, che, letteralmente, si presenta ad ogni angolo di strada, queste strade che incantano.

Se i lettori hanno domande  possono scrivere a [email protected]

(Iris Franceschini)