Bologna. “Searchlight. La straordinaria avventura di un giornale antifascista e antirazzista” il titolo di una iniziativa organizzata dall’Istituto Storico Parri e dall’Anpi di Bologna, in collaborazione con leggilanotizia.it e la Fondazione Duemila, che si terrà lunedì 29 gennaio, ore 11, nella sede della Fondazione Duemila in piazza Dell’Unità 4 a Bologna, nell’ambito delle iniziative della Giornata della Memoria.

Intervengono:
Andy Bell, coordinatore della redazione di Searchlight
Michele Bulgarelli, segretario della Camera del Lavoro metropolitana di Bologna
Anna Cocchi, presidente Anpi Bologna
Andrea De Maria, deputato Pd
Virginio Merola, presidente Istituto storico Parri

E’ possibile seguire la diretta sulla pagina facebook @fondazioneduemila e sarà possibile anche porre domande.

La storia di Searchlight

Nel luglio 1962 Colin Jordan, leader del movimento nazionalsocialista, apertamente neonazista e filo-hitleriano, organizzò una manifestazione a Trafalgar Square, nel centro di Londra.

Sotto uno striscione che diceva “Liberiamo la Gran Bretagna dal controllo ebraico” lui e le sue truppe d’assalto in uniforme inveirono contro gli ebrei britannici. Uno dei seguaci di Jordan, John Tyndall, che più tardi guidò il Fronte Nazionale (NF) negli anni 70, descrisse gli ebrei come” vermi che si nutrono di un corpo in avanzato stato di decomposizione “.

Tra il pubblico c’erano diverse centinaia di militanti antifascisti e di ebrei, che furono indignati. Testimoni degli eventi furono alcuni uomini più anziani, veterani dei 43 gruppi antifascisti che si erano uniti per combattere la ricomparsa di Oswald Mosley dopo la seconda guerra mondiale.
Molti di coloro che li guidavano erano ex militari che avevano combattuto in guerra; di conseguenza il Gruppo 62 fu creato come un gruppo altamente organizzato e disciplinato.

Ricordando la loro esperienza militare capirono che nessuna guerra era vinta senza vincere anche la guerra di intelligence. Si concentrarono quindi a raccogliere informazioni sulle attività dei loro avversari, utilizzando diversi metodi, alcuni semplici ed ovvii, altri meno.
Inviarono gruppi d’assalto per attaccare e saccheggiare gli uffici dei gruppi fascisti. Rubarono i loro fascicoli e liste dei soci durante incursioni o furti con scasso.
Insomma resero la vita impossibile ai fascisti. Al centro del lavoro di raccolta delle informazioni era, fra gli altri, Gerry Gable, un comunista dell’East London la cui madre era ebrea.
In realtà non si unì al gruppo 62 ma accettò di lavorare in parallelo al loro ufficiale dell’intelligence, un ex soldato chiamato Harry Bidney.

Nel 1962 un affiliato al gruppo 62, Gerrald Ronson, divenuto agente immobiliare milionario, decise che era necessario un approccio più sofisticato, che non bastava semplicemente scontrarsi con i fascisti. Istituì il Jewish aid committee of Britain (Jacob, Comitato britannico per aiuto agli ebrei) che avrebbe lavorato all’interno della più ampia comunità ebraica per ottenere una maggiore comprensione del fascismo e di come doveva essere combattuto e condurre una campagna a livello politico per leggi più incisive in materia di relazioni fra etnie.

Portò avanti inoltre, con discrezione, il lavoro del gruppo 62 attraverso il suo sottocomitato di intelligence. Nel 1965 alcuni membri del comitato decisero che avevano bisogno di uno sbocco per le informazioni che stavano ottenendo sui fascisti e per diffondere le notizie sul lavoro che Jacob stava svolgendo.

Decisero di lanciare un giornale occasionale, lo chiamarono Searchlight (fascio di luce), in tale formato Searchlight apparve solo quattro volte nei due anni seguenti, poi fu chiusa per concentrarsi maggiormente a lavorare come agenzia di stampa che forniva ai media informazioni sull’estrema destra. Nel febbraio del 1975, vista la preoccupante crescita del Fronte Nazionale (NF) in Gran Bretagna fu rilanciata, questa volta come rivista.

Il suo scopo era quello di fornire informazioni e analisi ad un movimento antifascista e antirazzista in crescita, che stava emergendo per combattere il National Front, da allora fu pubblicato ininterrottamente.
Quando fu rilanciato era gestito da Maurice Ludmer, un sindacalista di lungo corso, attivista antirazzista a Birmingham, insieme a Gerry Gable.

La rivista assunse rapidamente un’importanza vitale nel movimento antifascista e divenne, in effetti, il braccio dei servizi segreti della lega antinazista (Anl) quando fu fondata nel 1976.
Uno storico dell’Anl ha scritto che senza l’influenza che Searchlight aveva ottenuto in un solo anno l’Anl non avrebbe potuto essere lanciato con successo se Serchlight non lo avesse sostenuto.

Maurice Ludmer purtroppo morì nel 1981. Il lavoro di Searchlight si è svolto a diversi livelli: monitora la produzione propagandistica dell’estrema destra, fornisce un’analisi di ciò che sta accadendo all’interno di questa, e, fatto più significativo, gestisce una rete di infiltrati e informatori all’interno dei gruppi di estrema destra, per monitorare ciò che accade internamente e segretamente.

Nel corso degli anni alcuni di questi informatori si sono rivelati. Fra i più importanti furono: Les Wooler (che era una delle guardie del corpo di Oswald Mosley), Ray Hill, che era vice presidente del Movimento britannico e vice leader del british national party (Bnp).

Hill ha contribuito a distruggere due gruppi di estrema destra e ha impedito un attentato neonazista contro il carnevale giamaicano di Notting Hill a Londra. Darren Wells, braccio destro di uno dei leader del gruppo terroristico nazista Combat 18, e ‘Arthur’ che infiltrò il Bnp e contribuì a identificare David Copeland, il nazista che organizzò a Londra nel 1999 una campagna di bombe ‘a chiodi’ nella quale morirono quattro persone.

Questa raccolta segreta di informazioni è ancora al centro del lavoro di Searchlight ed è, in verità, la sua ragione di essere. L’anno prossimo, nel cinquantesimo anniversario dalla nascita, la rivista cesserà la pubblicazione come entità cartacea e sarà interamente online. Ciò consentirà di utilizzare meglio le risorse, dedicando più tempo al lavoro di intelligence, e di raggiungere un pubblico più vasto.

Possiamo ben dire che di questi tempi il lavoro di intelligence è veramente fondamentale.