La differenza tra una competizione sportiva e una politica si evidenzia in poche, decisive, parole: nella competizione sportiva si vince e inizia il meritato riposo, nella politica si vince e si inizia a lavorare. Speriamo per davvero!

Ho fatto un po’ di conti: sono undici anni, con poche interruzioni, che trascorro un mese o anche più nella bellissima e amatissima Sardegna, andando a ricercarne gli angoli più nascosti e segreti e cercando di evitare quelli che di Sardegna, quella vera, non hanno nemmeno più l’odore.
Sulle prime sono rimasto affascinato dai colori della terra e del mare, poi dal carattere della gente Sarda (quella vera) e, ma solo dopo un po’, ho compreso che le due cose erano inscindibili: i Sardi e la terra della Sardegna sono una cosa sola. E una cosa bellissima, irripetibile, preziosa.

Sardegna (foto di fradellafra da Pixabay)

Parlando e trascorrendo il tempo necessario con le persone che più o meno occasionalmente incontravo, ho iniziato a rendermi conto di un aspetto comune in molte di esse: la vivida luce negli occhi, un orgoglio debordante e giustificato unitamente ad un velo di tristezza a volte devastante ma non vincente.

In una parola sola: il vero Sardo sa di essere un vero ricco, ma al momento non lo è. E la ragione è molto semplice: più o meno tutti, nel trascorrere del tempo misurato in anni, secoli e millenni, sono sbarcati in Sardegna e ne hanno depredato le ricchezze e le bellezze poi, esaudita la fonte, se ne sono andati a volte anche senza ringraziare. Spesso (quasi sempre) impuniti.

La Sardegna è terra di forti contrasti. Si rimane ammaliati dal colore dal mare, dai riflessi che mutano ad ogni ora del giorno, dalla pace della sua bonaccia al vistoso rumoreggiare della mareggiata, per passare ai colori delle sue rocce, alle ombre che mutano con il girare del sole, al sublime verde delle sue foreste e alla frescura nelle sue ombre. Guardare negli occhi neri di un bimbo equivale a scrutare un mondo che non si conosce se non si è nati lì: in Sardegna.

Ho una sola domanda da porre ai politici vincenti di quest’ultima competizione: cosa intendete fare, ammesso che sia possibile fare qualcosa per cercare di limitare la profonda ed ingiusta diseguaglianza tra la villa del defunto Berlusconi (valutata una cinquantina di milioni di euro) e una villettina semi abbandonata alla periferia di Buggerru, offerta ad un prezzo irrisorio ma che nessuno acquisterà mai?

E se non basta occorrerà anche riflettere sul fatto (incontestabile) che mentre il signor Berlusconi (pace all’anima sua) ha fatto ben poco per la Sardegna, il padre dell’attuale proprietario della villetta di Buggerru è rimasto dentro quella miniera dove è morto per procurare ricchezza a qualche industrialotto che poi se ne è andato quando il ricavo non soddisfaceva più le sue brame.
E sotto quella scura montagna di terra e rocce ha trascorso giorni e giorni per procurare un tozzo di pane alla sua famiglia, in ansia ogni giorno senza la certezza di rivederlo alla sera.

E se non basta, prima di informarvi circa la villetta in vendita a Buggerru, fate qualche domanda in giro circa la qualità dell’acqua fornita dal servizio pubblico: non è la quantità che scarseggia data la mole di rocce che sovrasta il piccolo paese, ma la qualità: i fori dei carotaggi e quelle delle linee di scavo hanno finito per intercettare i sotterranei corsi d’acqua e confondere con essi i propri liquami di piombo, rame, zinco, manganese, mercurio e chi più ha più ne metta: voi che transitate potete pure bere un fresco bicchiere alla fonte pubblica (un solo sorso non farà alcun male, ma i cittadini locali sono costretti a bere acqua minerale.

Ecco, questo un piccolo quadro, sicuramente parziale ma decisamente esaustivo, di quanto troverete nella bellissima e preziosa Sardegna Voi che ora vi sentite vincitori: vincitori di un retaggio del tempo e dell’uomo che attende, forse da troppo tempo, un nuovo vento di giustizia, di equità, di riscatto.

Un tempo di riscatto attende quella terra di Sardegna, profumata dalle mille erbe, colorata dalle rocce più mutevoli e illuminata da un irripetibile azzurro del suo mare. Sarà facile scoprire se qualcosa sarete riuscirete a concludere: finora, nessun residente della Regione Sardegna è stato rieletto per un nuovo mandato: riuscirete a interrompere tale consuetudine?

I migliori auguri.

(Mauro Magnani)