Imola. La Casa vinicola Poletti di Imola si aggiudicata l’asta per l’acquisizione della Cavim per la cifra di 2,8 milioni di euro. Una soluzione che scongiura il fallimento e che, secondo il nuovo proprietario, porterà al rilancio della stiorica cooperativa nel rispetto degli agricoltori aderenti.

Una soluzione che però non convince diversi soci, dopo le travagliate vicende del passato.

Vediamo di mettere in fila tutte le cifre di questa vicenda (e ricordiamo che ai soci resta solo un ramo d’azienda, quello dell’olio), graziue al contributo.

“Da questa operazione noi soci ci dovremo accontentare, forse, di un misero 40%, forse. I consulenti sbandierano un probabile incasso dalle azioni di responsabilità ad amministratori e sindaci, guarda caso proprio la cifra che Poletti doveva pagare di più. Resta il fatto che Poletti oggi ha preso la nostra azienda per pochi soldi con la scusa di rilanciarla. Ma al momento l’unico a fare l’affare è Poletti stesso. La vicenda però non si chiuderà così ed il contenzioso che si creerà da qui ai prossimi anni sarà lungo, visto che noi soci vorremmo finalmente avere  soddisfazione”.

La cifra esatta adesso è ufficiale: 2,8 milioni di euro. “Almeno un milione in meno di quello che Poletti aveva offerto in un primo tempo, quando Cornacchia il 9 giugno 2023 ci ha presentato una delle sue slides che mostrava come Poletti avrebbe pagato lo stabilimento € 3.900.000, e non € 2.800.000, e l’affitto proposto sempre da Poletti era di € 240.000 annui e non di € 50.000. Che sarà mai successo tra quel 9 giugno e ieri (26 febbraio 2024)? Il punto focale è questo: il 3 agosto 2023 Poletti doveva affittare l’intera azienda Cavim e questo il Cda ha deliberato.  Improvvisamente il 4 agosto 2023 che l’azienda diventa un ramo di azienda”.

Resta ancora il ramo d’azienda dell’olio: “Quanto vale? Forse i consulenti dovrebbero dircelo. Anche perché quello non è stato venduto. Facendo un po’ di conti direi che vale  € 1.100.000, visto che il tutto valeva € 3.900.000. Chi tirerà fuori il milione mancante?”.

Infine la questione soci. “Speriamo che non venga fuori fra qualche tempo che esistono soci di serie A e soci di serie B. E che i pochi di serie A rientrino dei loro crediti al 100% e che i tanti di serie B (la quasi totalità) non prenderanno niente. Alla faccia dello scopo mutualistico. Divertiamoci a fare un po’ di conti, come ama fare l’advisor finanziario: privilegiati 100% (speriamo per loro); banche chirografarie: poco e niente; fornitori: poco e niente; soci serie B: poco e niente; soci serie A e consulenti: € 1.100.000. Quello che vince è certamente Poletti visto che le perizie valutavano l’azienda da lui acquistata € 10.000.000. Il sistema cooperativo perde tutto, ma non interessa a nessuno men che meno alla politica locale”.