Dalle elezioni in Sardegna, vinte seppur di poco da Alessandra Todde, espressione del Movimento 5 stelle alla guida di un vasto schieramento, col 45,4% contro il 45% di Paolo Truzzu di Fratelli d’Italia, è arrivata una salutare boccata d’ossigeno per il centrosinistra. Senza trionfalismi eccessivi, poiché la vittoria di Alessandra Todde è dovuta anche agli errori-orrori della destra che analizzeremo nella seconda parte dell’articolo, sono emerse alcune indicazioni importanti.

Innanzitutto è stato azzeccata la candidata (senza le eterne discussioni che solitamente caratterizzano il centrosinistra) e ciò è ormai fondamentale, soprattutto nelle competizioni politiche locali dove la gente conosce le persone.
°La Todde è una donna di 55 anni che, a parte gli importanti incarichi ricoperti prima in aziende e poi al governo, a dicembre 2018 è stata nominata fra le prime 50 Inspiring Fifty italiane, riconoscimento alle donne italiane più influenti nel mondo della tecnologia.
A dicembre 2014 è stata premiata dalla delegazione sarda dell’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda come imprenditrice dell’anno. Ha conseguito una laurea all’Università di Pisa in Scienze dell’informazione e una laurea in Informatica ottenendo il titolo di ingegnere nel 2005. Parla quattro lingue, inglese, francese, spagnolo e sardo.

Parliamo di “centrosinistra” perché, oltre alle liste direttamente collegate alla candidata, era sostenuta dal M5s suo partito, dal Pd e dall’Alleanza Verdi e Sinistra. Ecco i voti ai partiti. Il Partito democratico ha preso il 13,8% dei voti complessivi, davanti a Fratelli d’Italia con il 13,6%. Seguono poi il Movimento 5 stelle (7,8%), Forza Italia (6,3%) e l’Alleanza Verdi-Sinistra (4,7%). In fondo c’è la Lega con il 3,7%, mentre +Europa e Azione, che sostenevano Renato Soru, hanno preso l’1,5%.

Proprio Renato Soru, che viene dal Pd, si era candidato senza alcuna possibilità di successo per creare problemi alla Todde, ma non c’è riuscito con una “strana” alleanza che andava da Azione a Rifondazione comunista prendendo l’8,6% che per la legge elettorale sarda non gli permette di entrare in consiglio regionale.

Ne esce bene Elly Schlein che ha preso la decisione di appoggiare la Todde contro alcuni “potenti” del suo partito e che crede nell’alleanza con Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi e Sinistra più di tanti altri nel Pd, il partito con lei ora è su posizioni di sinistra su temi quali il lavoro, l’ecologia, i diritti delle minoranze.
Certo, è ancora lontana un’alleanza strutturale col M5s (anche perché Giuseppe Conte fa pretattica) ma ci ha messo un “mattoncino” importante e ha momentaneamente messo a tacere la dissidenza interna sul terzo mandato per presidenti di Regione e sindaci delle grandi città.

E passiamo alla destra dove la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto a tutti i costi imporre un suo candidato, Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari, dove è stato ampiamente superato dalla Todde a dimostrazione che non aveva governato bene la città, contro il parere della Lega che voleva confermare Christian Solinas.
Anche così si spiegano tanti voti disgiunti che hanno fatto prevalere la Todde. I litigi nel centrodestra, che solitamente rientrano nei momenti elettorali, stavolta sono venuti allo scoperto così come i nervi.

La Meloni su Truzzu ci ha messo la faccia con un comizio di chiusura in Sardegna con la consueta, forse esagerata grinta, ma stavolta non è stata abbastanza efficace nonostante la destra, a livello di liste, sia stata superiore alla sinistra priva però dell’apporto di Calenda (che ha dichiarato che d’ora in poi nelle elezioni locali cercherà di parlare con Conte considerato finora il “diavolo”) e Rifondazione. Un campanello d’allarme. E probabilmente hanno influito anche le violente cariche della polizia contro gli studenti che da mesi manifestano contro la reazione, davvero troppoò violenta, da parte del governo israeliano contro chi abita nella striscia di Gaza.

Fra due settimane si vota in Abruzzo dove è favorito il centrodestra. Ma il centrosinistra, stavolta Azione e l’Italia dei Valori, corrono con Pd, M5s e Avs, sembra in forte recupero.

(Massimo Mongardi)