Nell’assordante bailamme di questo stolto mondo, capace unicamente di rabbia, stupidità, insofferenza e ignoranza diffusa, sei venuto a mancare a tutti noi forse nel momento in cui maggiore é il nostro bisogno di profondo silenzio, unica condizione per riuscire, chiedo scusa, tentare di riuscire nel comprendere la tua grande arte, la tua profonda capacità di trasmettere calma e serenità attraverso le note che nascevano dal contatto delle tue agili dita ora veloci e ora lente nello scorrere tra i tasti bianchi e neri.

Maurizio Pollini (Foto di Dundak da Wikipedia)

tarderà molto a nascere, se nasce …” scriveva Garcia Lorca e noi facciamo nostre le Sue parole: parole di consapevolezza e di speranza, parole di bisogno e di affetto.

Ora ci resta unicamente il grande valore del ricordo nella certa consapevolezza di aver avuto la possibilità di ascoltare le tue interpretazioni: ricorderemo i tuoi magistrali tocchi nell’eseguire “Le vent dans la plaine” o le dolci pause tra le note ne “Des pas sur la neige” (1). O forse ci scopriremo, ancora una volta, assorti nel riascoltare il notturno op. 48 n° 2 (2). Tre pezzi tra i tanti …

Ora, inevitabilmente, forse riusciremo, come una prima volta, a sognare il grande connubio tra il tuo inavvicinabile tocco e la magia della direzione d’orchestra di Abbado (ancora ci manca) nell’indimenticabile esecuzione del secondo concerto per pianoforte e orchestra di Johannes Brahms: se ben ricordo era il lontano ’97 e veniva scritta una pagina immortale della musica nella vostra grande interpretazione.

Un grande tra i grandi, dispensatore di armonia, di sogni, di sensazioni: grazie per le tante ore di intenso piacere che hai dispensato a piene mani. Ci riscopriamo ricchi nell’aver avuto questa possibilità.

Addio, Maurizio.

(Mauro Magnani)

(1) Claude Debussy: Prèludes: 1° livre
(2) F. Chopin