“Pace, terra e dignità” è il nome della lista promossa da Michele Santoro e Raniero La Valle in vista delle prossime elezioni europee. Ma non sarà facile raggiungere entro fine aprile l’obiettivo delle 75.000 firme, necessarie per la presentazione della lista. E’ una corsa contro il tempo come annunciato nei giorni scorsi a Bologna durante la presentazione della lista per la circoscrizione Nord est dal coordinatore della lista Maurizio Tarantino, presente assieme ad alcuni candidati locali: il docente Pier Giorgio Ardeni, la consigliera di Monterenzio Elena Tagliavini, l’ex assessora della prima giunta Matteucci a Ravenna Electra Stamboulis, e l’avvocato bolognese Francesco Di Matteo. Presente anche il comico Paolo Rossi, reduce dal pienone al Duse per il suo ultimo spettacolo.

In Emilia Romagna ad oggi sono state raccolte oltre un migliaio di firme, l’obiettivo è raggiungere le 5-6mila firme entro il 30 aprile.

A Imola si può firmare presso gli uffici comunali in piazzale Ragazzi del ‘99 (Borghetto) tutte le mattine dalle 9 alle 12.30, il martedì e giovedì pomeriggio dalle 14 alle 17.30 – Tel 0542/602215. Per firmare è necessario presentarsi con un documento di riconoscimento valido, e possono firmare solo le persone iscritte alle liste elettorali del Comune di Imola.

Inoltre sarà possibile firmare ai banchetti predisposti da Rifondazione comunista nei sabati 6, 13, 20 e 27 aprile, dalle 9 alle 12.30, in centro storico a Imola (all’altezza del civico 210 di via Emilia)

Per ulteriori informazioni: https://www.facebook.com/paceterradignitaer

Dove firmare nell’area della Città metropolitana di Bologna

“La Pace non sta da sola. Pace Terra e Dignità sono i tre beni comuni primari di una politica che restituisca innanzitutto ai giovani la speranza e la fiducia nel futuro, e possa promettere l’ancora inattuato “diritto al perseguimento della felicità”. Tutti dicono di volere la pace nel mondo, ma questa non si può nemmeno pensare se prima non finiscono i massacri in Ucraina e in Medioriente, se non si pone fine alla “terza guerra mondiale a pezzi” che arriva fino al Pacifico. La Pace non solo è assenza di violenza delle armi e di pratiche di guerra, vuol dire non rapporti antagonistici né sfide militari o sanzioni genocide tra gli Stati, mettere la diplomazia al primo posto, implica prossimità e soccorso a tutti i popoli nei momenti di difficoltà”, si legge nel documento “Per un programma elettorale di “Pace, terra e dignità”.

Una lista che sta ottenendo molti consensi, nonostante la “giovane età”. Infatti i primi passi sono stati mossi poco meno di un anno fa.

La genesi di una lista

“Era il 7 maggio 2023, giorno in cui la Staffetta per la pace, lanciata da Michele Santoro e da ‘Servizio Pubblico’ ha attraversato l’Italia, da Aosta a Lampedusa, in una camminata di quattromila chilometri, percorsi in contemporanea in duecento tappe – racconta Marina Mazzolani, attrice teatrale che fa parte del gruppo imolese che supporta la neonata lista -. Molti tra i partecipanti ( circa 50.000) si sono tenuti in contatto. Organizzati in chat regionali, si sono presentati, conosciuti, per mesi hanno scambiato opinioni sugli sviluppi della guerra in Ucraina, sulle posizioni assunte in merito da partiti e governi, e hanno poi seguito con sgomento e anche con varie altre emozioni, gli eventi in Palestina. Il tema di come organizzarsi, di come poter dare concretamente e urgentemente una mano alla Pace è stato affrontato anche attraverso due incontri nazionali. Sono nati un canale d’informazione, una nuova app, una nuova associazione”.

E da qui l’idea di poter proporre una nuova lista per le elezioni europee di giugno, dedicata prima di tutto alla Pace. “Una scelta considerata minuziosamente, valutandone l’opportunità e le conseguenze. Si sono attese le decisioni di Santoro, La Valle, dei loro collaboratori, dei loro compagni di strada, tra dubbi, perplessità, accordi, disaccordi, preoccupazioni. E ora, purtroppo, con gravissimo ritardo, si raccolgono le firme: ne occorrono 75.000 entro aprile. Lo si fa in un’organizzazione interna certamente confusa: una concitazione condivisa che incrocia percorsi e sforzi diversi in cui, nella concreta evidenza che di queste cose molti è la prima volta che se ne occupano, emergono assieme difficoltà e risorse”.

Vi è anche un supporto di forze politiche già organizzate, come, ad esempio il Partito della rifondazione comunista, che raccoglierà le firme con dei banchetti nei quattro sabati di aprile, certamente utile e forse risulterà fondamentale, per raggiungere l’obiettivo.

La presenza di partiti che si aggregano a movimenti spontanei non è certo un fatto nuovo, “quella che invece appare nuova è la mobilitazione ‘tra la gente’. Non è nuova in assoluto, anzi, ci sono stati altri casi recenti, anche in Italia, così come non è la prima volta che ci si mobilita in seguito a una magistrale operazione di comunicazione, tramite social media, in grande parte. Infine, non è nuova nemmeno una mobilitazione di massa per la Pace, e forse in parte le bandiere della Pace ai banchetti sono state tirate fuori dagli armadi, perché erano già servite a tentare di fermare altre recenti guerre”, sottolinea Mazzolani.

Ma gli scenari attuali sono diversi e il panorama “in cui avviene questo sforzo comune di resistenza al pensiero unico che concepisce, giustifica, accompagna, rafforza come plausibile e addirittura necessario-inevitabile l’uso delle armi e il ricorso alla guerra, è di deserto paurosamente esteso. È come un enorme deserto arso questa generale caduta di sensibilità, questo scivolamento nel disumano. E si presenta forse come un’illusione, proprio forse come un miraggio nel deserto, l’idea che si possa portare acqua, un pochino di acqua ciascuno, e insieme metterne insieme quanto basta per poter iniziare, da qualche parte – magari al Parlamento Europeo -, a coltivare la Pace, e averne poi cura, giorno per giorno. Nello scenario contemporaneo, è un pensiero dirompente”, conclude Mazzolani.

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