Bologna. La mancanza di manodopera qualificata rallenta la transizione digitale delle imprese emiliano-romagnole, con quasi il 60% della domanda di lavoratori che non trova adeguate risposte. Questo è quanto emerge dalla ricerca del Centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna, in cui si evidenzia che la situazione peggiore si registra a Piacenza, dove è introvabile il 61,8% dei lavoratori con competenze digitali avanzate 4.0, necessari alle Pmi (1.050 su 1.700). Seguono a breve distanza Parma, dove manca il 60,3% di personale pronto ad affrontare l’IA (1.640 su 2.720), Reggio Emilia dove non si trova il 59,8% del personale qualificato (2.140 su 3.580) e Rimini dove manca il 59,3% del personale con e-skill (2.100 su 3.540).

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Davide Servadei, presidente regionale di Confartigianato

“I dati evidenziati dalla ricerca del nostro Centro studi ci dicono che a livello nazionale su 30.830 lavoratori con elevate e-skill 4.0 richiesti dalle aziende, ne mancano all’appello 17.930, pari al 58,6% – afferma Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia-Romagna -. Per le nostre aziende la difficoltà a trovare lavoratori con adeguate competenze viene indicata, addirittura, come di gran lunga più grave rispetto ai problemi della burocrazia, dell’accesso al credito e della concorrenza sleale. Ma proprio da queste difficoltà emerge ancora una volta come i nostri imprenditori siano sempre pronti a rinnovarsi e a innovare, per affrontare le grandi trasformazioni della nostra epoca ed essere attori delle transizioni green e digitale”.