Imola. “I nostri figli dimenticati, la difficile verità sulla morte di Mario Paciolla”, è il titolo dell’iniziativa che si svolgerà martedì 30 aprile, ore 20.30, al centro sociale Zolino in via Tinti 1 a Imola. L’incontro è promosso da Valter Galavotti e Dante Cenni in collaborazione con il comitato “Pace e Diritti”, Anpi Imola, Trama di terre, Amnesty International Emilia Romagna.

Paciolla, dopo avere operato come volontario nella “Peace brigades international”, organizzazione non governativa internazionale a tutela dei diritti umani, ha iniziato nel 2018 la sua collaborazione con le Nazioni Unite come osservatore per la verifica del corretto svolgimento degli accordi fra governo e Farc (le forze armate rivoluzionarie della Colombia). Due anni dopo, il 15 luglio 2020, è stato trovato morto. In un primo momento le autorità hanno parlato di suicidio, ma i genitori di Mario, diversi amici e colleghi hanno ritenuto inverosimile questa ipotesi e ipotizzato in base a molti elementi un suicidio costruito ad arte.

Ha avuto inizio allora questa lunga battaglia della famiglia per cercare la verità dipanando la matassa di una vicenda inquietante, piena di errori, di incongruenze e di contraddizioni.

Il relatore principale dell’incontro sarà Simone Ferrari. Ricercatore presso l’università degli studi di Milano e la Pontificia Universidad Javeriana di Bogotá, si occupa di diritti umani, letterature e culture dei popoli andini colombiani e collabora con diversi progetti di risocializzazione urbana a Bogotá. Dal 2016 divide la sua attività lavorativa tra l’Italia e la Colombia, realizza reportage e documentari e organizza eventi didattici ed incontri interculturali.

Lo striscione per la campagna a favore di Paciolla. L’arancione è il colore scelto per la campagna di sensibilizzazione.

All’iniziativa parteciperanno anche Anna e Pino Paciolla, genitori di Mario, che da quasi quattro anni stanno cercando con determinazione e coraggio di scoprire la verità sulla morte del figlio e, collegata online, Claudia Julieta Duque, una pluripremiata giornalista investigativa, amica di Mario e vittima di intimidazioni, molestie, minacce e sorveglianza fin dal 2001 da parte dei servizi segreti del Das (un servizio di intelligence colombiano). Julieta dialogherà con Guido Cenni che ha lavorato insieme a Mario in Colombia. Coordinerà la serata Valter Galavotti

Questa iniziativa è dedicata a tutti quei ragazzi che, seguendo i loro sogni e i loro ideali, hanno deciso di impegnarsi in qualche lontano paese del mondo a favore dei diritti umani e dei popoli più poveri e sfruttati. Molti di questi ragazzi operano in condizioni ambientali e sociali davvero problematiche tra grandi difficoltà e spesso osteggiati da gruppi di potere politici e militari che non vedono di buon occhio il loro impegno umanitario. Alcuni hanno subito violenze e sono stati perseguitati. Altri addirittura hanno perso la vita e le loro famiglie sono costrette da anni a combattere e lottare per ottenere verità e giustizia sulle loro morti. Parleremo di Giulio Regeni ma soprattutto di Mario Paciolla.

Il murale dedicato a Mario Paciolla dal grande street-artist Jorit a Napoli realizzato sulla facciata del Liceo scientifico Vittorini

I genitori di Mario e la cronostoria del suo caso

Anna Motta e Pino Paciolla hanno trasformato un caso sbrigativamente classificato come suicidio in una denuncia internazionale delle troppe omertà, hanno continuato la loro battaglia per la verità cercando in ogni modo di evitare che il caso fosse insabbiato perché politicamente scomodo.

Il 19 ottobre 2022, un mese dopo l’archiviazione avvenuta in Colombia, anche la procura di Roma chiese l’archiviazione del procedimento sulla sua morte. E ciò, nonostante le denunce presentate a luglio dalla famiglia Paciolla contro due funzionari dell’Onu, accusati, dopo un’inchiesta giornalistica di Claudia Julieta Duque, di aver sottratto degli oggetti appartenuti a Mario nella sua abitazione dove fu trovato morto.

Fortunatamente, grazie allo splendido lavoro dell’avvocata Alessandra Ballerini impegnata da sempre sul fronte dei diritti umani (segue anche i casi di Giulio Regeni e Andy Rocchelli). il 9 novembre 2023 il Gup di Roma ha respinto l’archiviazione e chiesto nuove indagini.

Il giudice ha accolto gli elementi forniti dall’istruttoria e dalle indagini difensive, evidenziando la persistenza di dubbi e incertezze rispetto all’ipotesi-suicidio e disponendo la restituzione degli atti ai pubblici ministeri, finalizzata a nuove indagini.

Nuova attenzione verrà dedicata in particolare anche alle inchieste a cui Paciolla aveva lavorato e stava lavorando prima della sua morte.

Amnesty International Italia sta seguendo con i legali e la famiglia l’evolversi dell’indagine auspicando che sia fatta piena verità e chiarezza e si sono via via moltiplicate le iniziative a sostegno di Anna Motta e Pino Paciolla per fare finalmente luce sulla vicenda che ha cambiato la loro vita.