Lugo (Ra). “Viaggio in Italia. Itinerari di architettura contemporanea” è il titolo della mostra visitabile fino al 23 giugno 2024 nel cortile interno della Rocca Estense di Lugo.

Un’immagine dell’inaugurazione

L’esercizio del viaggio, oltre che seguire le rotte tracciate dai Maestri, può essere praticato attraverso itinerari di architettura contemporanea. L’esposizione racconta 19 luoghi, da Nord a Sud, attraverso il lavoro di altrettanti giovani studi di architettura italiani.

Il progetto è promosso da ProViaggiArchitettura, con il patrocinio di Comune di Lugo, del CNAPPC – Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti, conservatori, della Federazione degli ordini degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori dell’Emilia-Romagna e dell’OAPPC – Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Ravenna.

Viaggio in Italia

Il percorso, reale ed espositivo, si snoda attraverso 19 luoghi da Nord a Sud, territori che ospitano progetti concepiti da giovani studi di architettura italiani con, alle spalle, circa dieci anni di attività. Una panoramica non esaustiva ma che “rappresenta uno spaccato significativo del lavoro di una nuova generazione di architetti: professionisti che conducono la loro ricerca attraverso l’accademia e il cantiere, passando per i concorsi di architettura come via preferenziale verso la qualità del progetto”. Lo spiega Roberto Bosi, curatore della mostra insieme a Mattia Pavarotti, responsabile della selezione degli studi coinvolti: a25architetti, AM3 Architetti Associati, Amaa, Archisbang Associates Architecture, Balance, BDR bureau, Ciclostile Architettura, Demogo, ellevuelle architetti, ErranteArchitetture, Fondamenta, Messner Architects, MD41, Oasi architects, orizzontale, studio wok, Supervoid, VG13 Architects.

Tra i progetti compaiono un padiglione agricolo, un’aula liturgica, una galleria d’arte contemporanea, una cascina riconvertita in spazio per l’ospitalità, una casa funeraria, così come un padiglione deputato a mostre temporanee e conferenze sul tema della memoria del paesaggio minerario. Biblioteche, luoghi di lavoro per artisti, residenze, uffici, scuole che punteggiano la penisola entrando a far parte del patrimonio culturale e naturale del Paese. La selezione è stata condotta sulla base di una ricerca del legame tra spazio pubblico e privato, esterno e interno, volta a costituire un processo relazionale per la condivisione degli spazi.

Anche l’allestimento è basato sulla relazione. Curato dal collettivo orizzontale, evita inutili sprechi e riadatta il progetto ideato per la mostra del 2022 Piazze. Fenomenologie dell’inatteso. Entrando in connessione con l’edificio storico, lo riconfigura in spazi e rapporti: i pannelli, come in un album di istantanee, privilegiano l’immediatezza della visione per creare un racconto completo ed esaustivo, mentre la base della parete espositiva si allarga a disegnare una seduta pronta ad accogliere passanti e visitatori, invitandoli ad accomodarsi all’interno dello spazio, che da corte di passaggio diventa luogo di relazione e di approfondimento.

Racconta Marcello Bacchini, direttore di ProViaggiArchitettura: “La mostra si pone come intervento urbano, come architettura effimera che diventa elemento di aggregazione, rendendo lo spazio pubblico trasformista e permeabile. Il progetto vuole promuovere le relazioni che si generano fra i cittadini e la città, così come le sinergie che si sono create fra i partner che hanno aderito attivamente all’iniziativa sostenendone la realizzazione. Un esempio di come fare rete portando valore aggiunto alla comunità”.