Imola. Una rete di donne, uomini e associazioni imolesi in presidio a difesa del servizio pubblico e laico del consultorio familiare contro i tentativi dell’estrema destra e del Governo. L’appuntamento è per venerdì 17 maggio (data in cui un referendum popolare proposto dal Movimento per la vita confermò a grande maggioranza la legge 194/78), ore 18, davanti al Consultorio familiare di Imola (via Amendola 8).

Foto di Serena Wong da Pixabay

“Non ci è sfuggito l’ennesimo tentativo del Governo italiano e della maggioranza di smantellare il diritto all’aborto, già messo a dura prova dalle condizioni della sanità pubblica e dalla presenza del personale sanitario obiettore. Il 23 aprile scorso, infatti, il Senato ha approvato un emendamento al decreto Pnrr presentato da Lorenzo Malagola (Fratelli d’Italia) che apre le porte alle associazioni antiabortiste nei consultori, mascherate da ‘soggetti con una qualificata esperienza nel sostegno alla maternità’. Le risposte della Presidente del consiglio, Giorgia Meloni, alle immediate reazioni delle donne e della società civile, che non intendono rinunciare a un servizio sanitario laico e al diritto di decidere sui loro corpi, rivelano l’ipocrisia della destra illiberale. A quanto affermano, non intendono ‘smantellare la legge 194 ma applicarla integralmente’, in quanto prevedrebbe ‘già la possibilità di intervento nei consultori ad associazioni di volontariato’: sarebbe quindi questa solo un’azione per ‘dare maggiore tutela alla libera scelta delle donne che intendono fare una interruzione di gravidanza’”, si legge nel comunicato.

La legge all’art. 2 prevede che il volontariato sia previsto “a sostegno della maternità difficile dopo il parto”. “La donna ha quindi, nel caso, già deciso di diventare madre. Una donna che si rivolge al consultorio per interrompere una gravidanza ha già intrapreso il percorso per maturare una scelta che riguarda la propria vita e il proprio corpo. Al servizio pubblico è assegnato il compito di fornire le informazioni e le prestazioni affinché la scelta sia consapevole. Questo l’intento recepito nella L.194 da chi l’ha scritta . Fra gli obiettivi prioritari, l’eliminazione dell’aborto clandestino con il quale ogni anno morivano centinaia di donne. La destra millanta panorami di morte che negano la realtà: da quando l’aborto è legale la salute delle donne è tutelata e gli aborti sono sensibilmente diminuiti. Meno 72% dal 1984 al 2022”, continua il comunicato.

L’inserimento nei servizi pubblici di “organizzazioni confessionali integraliste antiabortiste è inammissibile e le competenze qualificate sono tutte da verificare. Facendo leva sulla colpa più che sulla responsabilità adottano metodi violenti come l’obbligo di ascoltare il battito del feto. Metodi che considerano le donne incapaci di assumersi responsabilità e di decidere della propria vita, dunque di non essere pieni soggetti di diritto. La pretesa di decidere per le donne monopolizzando la parola umana e vitale per eccellenza, ‘vita’ come se se ne fosse i titolari per investimento esclusivo, dimostra tutta la violenza della cultura patriarcale che d’altra parte scarica sulle donne stesse la gran parte del lavoro di cura in famiglia e dei compiti genitoriali”.

Da qui la protesta di una rete di donne e di associazioni del circondario imolese che intendono attivare la “Legittima difesa contro questi attacchi!”.

“Occorre investire risorse nei consultori pubblici la cui diffusione oggi in Italia non corrisponde ai parametri di legge e garantirne il funzionamento qualificato. A Imola esiste ed è dotato di professionalità qualificate; opera in 4 Comuni. Vanno integrate le unità di personale mancanti non ammesse associazioni estranee con posizioni ideologiche e contrarie alla legge 194/78. Ci rivolgeremo alle Istituzioni per impedire improprie contaminazioni dei servizi pubblici”

Al presidio e all’iniziativa è possibile aderire anche a titolo personale scrivendo a [email protected].

Firmatari e aderenti

Luigi Barbieri, Giulia Barelli, Nadia Bassi, Martina Battaglia, Giuditta Bellosi, Emanuela Bianchi, Antonella Caputo, Gloria Cenni, Ludovica Ciampa, Mirella Collina, Alice Conti, Elisabetta Dal Bosco, Sofia Dal Fiume, Giacomo Dal Pane, Valentina Dini, Tatiana Di Sarno, Pamela Falconi, Livia Gabbianelli, Giulia Gamberini, Elena Gardenghi, Alessandra Golini, Morena Grandi, Martina Linguerri, Anna Loreti, Angela Marcheselli, Anna Marchi, Luigi Minoccari, Giulia Pasquali, Rita Soccorsi, Elisa Spada, Manuela Tampieri, Franca Tarozzi, Roberta Tattini, Daniela Visani, Giuliana Zanelli.

Udi Imola, Associazione Trama di Terre, Associazione PerLeDonne, Collettivo “Donna, Vita e Libertà”, Coordinamento donne Cgil, Coordinamento Donne Spi -Cgil, Conferenza permanente delle Donne Democratiche – Unione territoriale di Imola, Udi Massa Lombarda, Associazione Station to Station 2 agosto, Centro Giovani “Flood” Mordano, Cgil Imola, Comitato Pace e Diritti

Con il sostegno della Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola.