Il mondo cooperativo aderente a Legacoop da alcune settimane fa il punto sulla situazione dei vari comparti. Gianmaria Balducci, presidente di Legacoop – Produzione lavoro e servizi ci illustra la situazione del suo ambito.

Gianmaria Balducci, presidente di Legacoop – Produzione lavoro e servizi

“Noi, per definizione rappresentiamo vari settori industriali e quindi ci risulta impossibile fare una sintesi, possiamo invece, questo si, offrire una visione articolata della realta industriale del paese.”

Partiamo allora dall’edilizia, visto l’animato dibattito sul 110%.
“Le nostre aziende hanno tenuto, e non sono state travolte dal ciclone del 110%, e quindi siamo in campo per tanti lavori, compresi quelli incentivati dal Pnrr; il rischio, invece è che non ci siano abbastanza imprese per rispondere alla richiesta e infatti già vediamo aziende straniere che si affacciano sulla scena del settore, comprese imprese cinesi.
Un discorso simile possiamo fare per l’impiantistica, un settore in forte crescita perché la spinta tecnologica riguardante gli edifici sta crescendo in modo più che proporzionale rispetto   alla componente tradizionale e che ormai rappresenta una percentuale importante per la definizione del costo di un determinato edificio.
La progettazione, che è collegata sl settore edile ed impiantistico, dopo due,tre anni di vera e propria esplosione, molto legata, va detto anche al 110%, Sta vivendo un periodo di flessione, in parte fisiologico.”

E per quanto riguarda la produzione macchinari?
“Qui stiamo osservando una fase di flessione in particolare per quelle aziende che producono macchine legate al settore della casa. Qui i tassi bancari alti hanno frenato gli acquisti , in Europa e non solo, e visto che gli investimenti in nuovi macchinari avvengo attraverso finanziamenti, il comparto ha subito un doppio contraccolpo, a monte a valle. Oggi c’è attesa per un abbassamento dei tassi d’interesse ma quanto già avvenuto ha fatto sì che tutte le produzioni legati ai consumi fossero in leggera discesa; se si nota qualche punto di crescita ci accorgiamo che a guardar meglio il fatto è dovuto a dinamiche inflattive e non a crescite produttive.”

Se qui i segni non brillano che succede per quel che riguarda il comparto dei trasporti?
“Segue inevitabilmente la dinamica produttiva e il buon segnale è che rispetto al recente passato la dinamica dei costi si è stabilizzata. Va bene invece in comparto del trasporto delle persone, viviamo un periodo nel quale non ci sono limitazioni agli spostamenti e quindi la gente ha ricominciato a viaggiare.

Veniamo a ristorazione e pulizie…
“Dopo un periodo molto critico dovuto anche al fatto che per un comparto a bassa marginalità economica le dinamiche inflattive, gli aumenti dei prezzi e contratti al massimo ribasso, avevano creato non poche difficoltà. Ora pare che si sia raggiunta una fase di stabilità e quindi vedere la ripartenza delle grandi aziende che pur segnate da una redditività modesta hanno di fronte un periodo di grande stabilità.”

Si guardiamo l’azione di governo quale impressione avete?
“Vediamo una compagine che cerca di mantenersi ben stretta all’Europa, un’Europa che, al contempo si rivela sempre più fragile dal punto di vista internazionale. Quel che ha detto recentemente Draghi e cioè che l’Europa deve darsi una strategia è assolutamente vero; noi stiamo perdendo competitività rispetto al resto del mondo. Diciamo che è un’Europa molto normativa, ma poco imprenditrice, col rischio che fare azienda in questa parte del mondo possa diventare un elemento negativo; inoltre il baricentro mondiale si sta spostando sempre più verso il Pacifico.
Tornando a casa nostra la leadership governativa si muove essenzialmente con fini elettorali, non si vede il respiro strategico che sarebbe necessario.”

(m.z.)