Due recenti avvenimenti, che hanno coinvolto Donald Trump, il candidato repubblicano alle prossime elezioni di Presidente degli Stati Uniti, ci stanno mostrando il volto più “basso” della democrazia americana.

Non stiamo parlando di tutti i suoi guai giudiziari (uso improprio di fondi elettorali, occultamento di documenti Top Secret, partecipazione all’insurrezione di Capitol Hill, aver cercato di vincere in alcuni Stati in maniera fraudolenta: e già questa è una bella lista!) ma di due incontri avvenuti con le lobby delle compagnie petrolifere e con quello delle armi.

A una ventina di Ceo delle più importanti società petrolifere americane ha chiesto: “Datemi un miliardo, batto Biden e divento presidente: siete abbastanza ricchi per farmi tornare alla Casa Bianca”

In cambio il candidato repubblicano sarebbe disponibile ad azzerare tutti i regolamenti ambientali e per la lotta ai cambiamenti climatici adottati da Joe Biden, che stanno limitando l’industria petrolifera Usa.

Trump ha poi sottolineato, aggiungono le fonti citate dal Washington Post, che versare un miliardo alla sua campagna sarebbe “un affare” per le grandi società petrolifere, considerate tutte le tasse che una sua presidenza farebbe loro risparmiare e i regolamenti che toglierebbe di mezzo.

In un altro recente incontro la National Rifle Association (Nra), potente lobby Usa delle armi, ha dato nuovamente il suo esplicito appoggio a Donald Trump, poco prima che intervenisse alla sua convention annuale a Dallas.

Il candidato ha sollecitato i proprietari di armi a votarlo e ha ammonito che il secondo emendamento “è davvero in gioco” alle elezioni di novembre. Questo il suo testo, francamente un po’ datato nel nuovo millennio: “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero, una ben organizzata Milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare Armi, non potrà essere violato”.

Per citare cosa possa portare questa facile possibilità per ogni cittadino americano, basta ricordare alcune drammatiche sparatorie: Las Vegas, 2017, Nevada, 60 morti e 869 feriti, Orlando, 2016, Florida, 49 morti e 58 feriti, Blacksburg, 2007, Virginia, 32 morti e 23 feriti.

In totale tra il 1982 e il 2018 ci sono state 2.100 vittime di sparatorie tra cittadini proprietari di armi.

“Dobbiamo convincere i proprietari di armi a votare”, ha detto l’ex presidente. “Penso che siate un gruppo ribelle. Ma siamo pure noi ribelli e votate questa volta”, ha proseguito. Quindi ha avvisato che se Joe Biden “otterrà di restare altri quattro anni, verranno a prendervi le armi, è sicuro al 100%. Biden ha alle spalle 40 anni di tentativi di togliere le armi da fuoco dalle mani di cittadini rispettosi della legge”, ha continuato.

I destini del mondo potrebbero finire in mano a persone che ragionano così.

Ma allora chi prenderà in mano i dossier dell’Ucraina, dei palestinesi, di Taiwan?

Chi mette il fiammifero e la benzina, oppure chi prova a trovare un punto di comune soluzione che possa costruire un minimo di accordo complessivo?

(Tiziano Conti)