Dozza. Era la battaglia campale nel Circondario. Quella combattuta a colpi di battute, mangiate e comunicati stampa ogni giorno, dove è andato anche il presidente della Regione e del Pd Stefano Bonaccini e dove il Pd sperava vivamente di togliere il governo del borgo del Muro dipinto al sindaco civico da dieci anni, Luca Albertzzi che ha tentato il terzo mandato con la lista civica Progetto Dozza. Contro di lui, oltre al suo avversario Luca Mainieri, si è schierato un campo progressista capeggiato dal Pd (con civici, M5s, Sinistra, Italia Viva e Azione) e soprattutto dal mentore di Mainieri, l’ex sindaco di Imola e on. Raffaello De Brasi che si è speso per tutta la durata della campagna elettorale.

Luca Albertazzi, sindaco di Dozza

Ebbene, Albertazzi e la sua squadra ce l’hanno fatta ancora una volta in barba al vecchio stato maggiore del Pd. Il sindaco ha vinto nettamente con il 57,55% e 8 seggi su Luca Mainieri col 42,45% e 4 seggi. Segno che la sua comunità lo stima molto al di là dell’ultima vicenda dei rifiuti all’ex Martelli che un po’ lo ha penalizzato, ma non abbastanza per togliergli la poltrona di primo cittadino. Certo, Albertazzi non ha trionfato come nel 2019 quando prese il 70,6% contro il 29,3% di Leonardo Vanni, ma ora può governare per altri cinque anni.

(m.m.)