Un azzardo forte, ma calcolato. E anche una scommessa. Così si possono definire quelli del Presidente della Francia Emmanuel Macron subito dopo l’esito delle elezioni europee, che hanno decretato il successo dell’estrema destra del Rassemblement National oltre il 31% che ha più che doppiato la sua coalizione basata su Renaissance al 14,6% poco sopra il Partito Socialista in crescita dopo le presidenziali di circa due anni fa al 13,8%. Macron, in un discorso alla Nazione in tv, ha subito deciso di chiamare i suoi concittadini alle elezioni per l’Assemblea Nazionale il 30 giugno e il 7 luglio vigendo in Francia il sistema a doppio turno. Ma il Presidente si è chiesto del perché della vittoria del RN? Nella Francia profonda, lontano dai grandi centri abitati e dalla capitale Parigi, cresce fortemente l’insofferenza verso i cittadini originari del Maghreb, insomma “prima i francesi”. Il vento di destra, della xenofobia, spira anche nel paese della Rivoluzione Francese.

Si tratta quindi di una scommessa difficile perché Macron ha deciso di andare a vedere se davvero la maggioranza dei francesi siano pronti, basandosi su questo sentimento “di pancia”, ad affidare il governo del loro Paese alla destra estrema che stavolta presenta come candidato premier non Marine Le Pen, ma il volto un po’ più rassicurante del giovane Jordan Bardellà oppure al Nuovo Fronte Popolare che si è costituito in tutta fretta visto che mancano meno di due settimane al primo turno, con i Socialisti del nuovo leader Raphael Gluksmann che potrebbe essere essere il “delfino” del Nuovo Fronte (pur se non ancora designato), La France Insoumise di Jean Luc Melenchon, gli Ecologisti e i Comunisti. Tutti insieme si assesterebbero circa al 30%, mentre il Rassemblement National potrà contare su almeno un altro partitino di estrema  destra e su parte dei gollisti col loro presidente Eric Ciotti che si schiererà con loro, ma con almeno metà del partito con l’ex Presidente della Francia Nicolas Sarkozy che non farà altrettanto e presenterà propri candidati al primo turno. Questi ultimi convergeranno sul Nuovo Fronte Popolare al secondo o faranno un patto contro le destre e, soprattutto, i loro elettori li seguiranno? Scommessa da scoprire, così come quella dei candidati al primo turno di Renaissance di Macron, se al secondo faranno un patto con il Nuovo Fronte appoggiando chi è in testa al secondo turno, quasi ovunque decisivo per l’elezione all’Assemblea nazionale. Cosa deciderà il grande regista Macron? E una parte degli astenuti alle elezioni europee correrà alle urne per scongiurare il primo governo di destra-destra in Francia?

In teoria, Macron dovrebbe spendersi per un’alleanza col Nuovo Fronte Popolare che però ha presentato un programma assai diverso dalle riforme, prima fra tutte quella delle pensioni, volute da lui e tanto contrastate nelle piazze negli ultimi anni. In tal caso, il risultato di un patto contro le “destre” del Fronte Popolare e di Renaissance potrebbe anche sorridere a loro e beffare il Rn e i suoi alleati.

Oppure, ecco l’azzardo estremo. Se il Rassemblement National e alleati dovesse vincere le elezioni per l’Assemblea Nazionale e riuscire a formare un Governo, ci sarebbe una coabitazione di circa due anni con il Presidente Macron che forse scommetterà sull’incapacità e sull’immaturità della destra per la prima volta al governo della Francia facendo valere i suoi poteri e il suo peso di Presidente in una Repubblica presidenziale. Si vedrà presto.

(Massimo Mongardi)