Imola. Venerdì 5 luglio alle 20, l’Assemblea degli Anarchici imolesi organizza un dibattito sul tema “Big tech e Guerra”. Ne parlerà Andrea Coveri, ricercatore di Economia presso l’Università di Urbino nella propria sede con entrata o da via Fratelli Bandiera o da via Caterina Sforza.

Nell’arco delle ultime due decadi, le grandi piattaforme digitali, comunemente note come “Big Tech”, hanno acquisito un ruolo di primo piano all’interno delle gerarchie del capitalismo globale. Amazon, Meta (Facebook), Microsoft e Alphabet (Google) negli Stati Uniti, così come le loro controparti cinesi (quali Alibaba, Baidu, Jd e Tencent) rappresentano oggi dei colossi in grado di penetrare una molteplicità di segmenti di mercato e di accumulare un potere economico e tecnologico senza precedenti.

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Da un lato risulta dunque quanto mai importante interrogarsi sulla natura del potere di comando delle grandi piattaforme, soffermandosi sugli elementi di continuità e di discontinuità rispetto alle grandi imprese transnazionali del novecento e – dal punto di vista delle classi subalterne – tentando di definire possibili forme di rivendicazione e lotta all’altezza dell’avversario. dall’altro lato, gli studi sul capitale monopolistico e sull’imperialismo ci ricordano che la guerra è spesso esito dello scontro innescato dalla competizione intercapitalistica su scala mondiale, in un contesto in cui gli interessi degli stati si intrecciano con le strategie di accumulazione della classe capitalistica. dall’aggressione imperialista russa in Ucraina allo scenario bellico in Palestina, qual è il ruolo giocato dalle grandi piattaforme digitali nei contesti bellici contemporanei? Più in generale, sebbene con particolare riferimento al caso statunitense, quali sono i fattori che legano grandi piattaforme digitali come Amazon e Google all’industria militare e agli apparati di difesa americani?

A partire da queste domande, l’incontro si propone di esplorare e discutere il nascente “complesso militare-digitale”, non privo di contraddizioni interne, analizzandone determinanti economiche e risvolti politici.