CRONACHE DALLA ZONA BORDÒ

Sono nato a Bologna nel 1968; dopo oltre quarant’anni in città, mi sono trasferito in campagna. Un trauma, all’inizio, ma adesso non tornerei indietro.

Da bambino volevo fare lo scrittore. Ignaro del copyright, riscrivevo le storie che non mi erano piaciute, da Topolino all’Uomo Ragno.

Ho intuito in fretta che sarebbe stata dura cavarne un mestiere e per un lungo periodo ho tentato di fare la persona seria, di trovarmi un lavoro normale, e di notte picchiettavo sui tasti. Per un po’ ci sono riuscito. Mi sono messo alla prova come fabbro, elettricista, giornalista, insegnante di grafica, editore digitale – pure magazziniere in un atelier di alta moda –, ma alla fine ho dovuto arrendermi: se voglio avere pace con me stesso, devo scrivere.

Ho pubblicato un centinaio di racconti tra web, riviste che non esistono più e antologie, e due romanzi – Caos a Qasrabad, 2010, e Il boss di New Orleans, 2018 –, senza contare ciò che ancora aspetta nel buio del cassetto.

Le cronache

Droni in fuga da Medicina

Per un paio di giorni uno strano ronzio ha riempito l’aria: flottiglie di droni hanno solcato lo spazio aereo tra i palazzi. Pareva che su un tetto a terrazza ci fosse chi prendeva il sole in déshabillé, ma la voce si era rivelata falsa. Ormai che i velivoli erano in ricognizione, perché non sbirciare altrove? si sono chiesti i tecno-guardoni.

Le contromisure non si sono fatte attendere. Dalle cantine sono state riesumate fionde d’antiquariato, sparapatate artigianali e fiocine da sub. Reti da calcetto sono state appesantite ai bordi e utilizzate per acchiappare i zavagli volanti.
In extrema ratio, c’è stato chi ha radunato sul davanzale tutti i telecomandi di casa e li ha puntati a due alla volta contro gli incursori, sperando di disturbare le frequenze di controllo.
Gli apparecchi si sono dati a una fuga scomposta, spesso scontrandosi tra loro.
La più grande battaglia aerea su suolo italiano dal ’43.
Sarà difficile spiegare, alle generazioni future, le foto delle strade ingombre di carcasse.

I proprietari si sono precipitati ad acquistare in rete i droni più grossi e corazzati che esistano, con fotocamere ad alta risoluzione e zoom ultrapotenti.
Incredibilmente, però, non vengono considerati beni essenziali; la consegna è fissata a luglio.

(Eugenio Saguatti)

L’incertezza è l’unica certezza

L’incertezza è l’unica certezza. Si può uscire, sì, no, solo per emergenze, anche per motivi di salute, mezzo chilometro, no duecento metri. Qualcuno si è legato in cintura una corda lunga quanto due campi da calcio, l’ha assicurata al portone di casa e si è avventurato per i vicoli.

Non si sa chi ha messo in giro la voce che serve l’autocertificazione anche per spostarsi da un ambiente all’altro, dentro casa. “Il sottoscritto, consapevole delle conseguenze penali previste in caso di dichiarazioni mendaci, si reca al cesso per comprovate esigenze fisiologiche”.

Si è fatto più di un tentativo di cantare dai balconi, ma non si è trovato l’accordo. C’è chi ha provato a intonare l’Internazionale: ha respirato a fondo e ha attaccato. “Compaaagni avanti, il gran Partiiito / noi siamo dei lavoratooori…”. Un dirimpettaio – con in testa un fez dall’odoraccio di naftalina – lo ha sovrastato: “Faccetta neraaa, bell’abissinaaa…”

Son volati vasi di gerani e annaffiatoi a dieci metri d’altezza, sopra la strada, e lì l’esibizione canora si è arenata, tra anatemi arcaici dal significato misterioso: “Fat dèr in tal cul!”

Smentita da entrambe le parti la diceria di una reunion della band.

(Eugenio Saguatti)

CRONACHE DALLA ZONA BORDO’: “L’autocertificazione”

Iniziamo con queste righe la collaborazione con Eugenio Saguatti. Eugenio cercherà con la sua vena creativa di raccontarci anche gli aspetti surreali e paradossali di tutta questa storia, cercando di strapparci una riflessione, un sorriso, un pensiero leggero, seppur profondo, anche in questo periodo doloroso per tutti. 

Ricapitoliamo.

I moduli di autocertificazione cambiano ogni 4 ore, più o meno. Quello che ti permette di uscire alla mattina, alla sera non sarà più valido.

Le Forze dell’Ordine non sono aggiornate. A seconda di chi becchi – Carabinieri, Esercito, Finanza, Vigili Urbani, Giovani Marmotte – ritengono valide le disposizioni di 8, 12 o 24 ore prima.

Devi portarti appresso quattro versioni differenti, ma se esci per lavoro più di mezza giornata devi trovare modo di stamparne uno al volo.

Si stanno affacciando nuove professioni: spacciatori di moduli aggiornati. Va da sé, sono già spuntati i truffatori, gli spacciatori di finti moduli aggiornati. Li riconosci perché fanno più terrorismo degli altri. – Fratello, se non hai quello giusto ti fucilano. Il mio è occhei. Visto che mi sei simpatico te lo smollo a dieci sacchi.

L’accesso più sicuro rimane quello piantonato dai Cavalieri di Vittorio Veneto, tutti Ragazzi del ’99 richiamati in servizio. Quando ti fermano basta intonare “Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio / dei primi fanti il 24 maaaggio…”

Loro si commuovono e tu passi di sgaitoni.

(Eugenio Saguatti)

Sostieni

Sostieni Leggilanotizia »
Un progetto di giornalismo partecipato
Scopri come >>>>

In primo piano

  • Coronavirus, continua la solidarietà

    Imola. La Casa vinicola Poletti dona 20.000 euro all’Ausl. Il Rotary attrezzature sanitarie. Alla Cri e “No sprechi” aiuti da Imola Bevande e Lions.

  • E domani?

    Ed ecco, inatteso, l’inciampo: un contagio virale difficile da contenere, da curare e, al momento ancora parzialmente sconosciuto…

  • 5G e taglio di alberi: esistono legami?

    Si sono andate rapidamente creando due distinte scuole di pensiero inerenti la connessione fra antenne di 5G e l’abbattimento di alberi…

  • Coronavirus: aggiornamento del 4 aprile

    Bologna. 16.540 i casi positivi in Emilia-Romagna, 608 in più rispetto a ieri. Guarigioni a quota 2.040 (+188). I decessi arrivano a 1.977: 75 in più.

Promuovi

Promuovi la tua attività »
Contatta il nostro ufficio commerciale per avere una proposta.

Cronache dalla zona bordò

Seguici

LIBRI (recensioni e novità)

Previsioni meteo